Cenni storici

Occorre risalire all’anno 20 a.C. per trovare il primo cenno storico su Campo Blenio, luogo preferito per gli accampamenti dei soldati prima di valicare il passo della Greina. Lo storico Strabone cita l’Adula e le sue sorgenti d’acqua.

La località, chiamata anticamente anche Alpe di Carnerio di proprietà delle monache di Mendrisio, conserva delle testimonianze dell’alto medioevo come le mura del castello di “Castellaccio” a due passi dal villaggio. La chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Agata e San Maurizio è citata nel 1225 e nel ‘500; fu ampliata e affrescata dai fratelli Tarilli di Cureglia. L’altare della Madonna è impreziosito da un’ancona del 1596 attribuita agli stessi Tarilli . Nell’Oratorio di Orsera (valle di Campo) è venerato un dipinto a olio con l’immagine di san Pietro penitente del pittore di Aquila Giovanni De Giorgi, del 1771. A documentare la terribile alluvione del 25 settembre 1927 esiste in chiesa una campana ritrovata nel fiume dopo cinquantun anni da quando venne distrutto l’oratorio dedicato alla Santissima Trinità. Il villaggio conobbe un passato di estrema povertà e prima della galleria inaugurata nel 1958 rimaneva isolato durante l’inverno. L’unica via di comunicazione era la strada alpestre che da Marzano (frazione di Olivone) portava a Campo e Ghirone sul versante sinistro dell’orrido del Sosto. Dal 1890 venne incisa la nuova strada sulla sponda destra del fiume Brenno e fu agibile sino al 1958. Il villaggio, con i suoi 75 abitanti, è autenticamente agricolo; ben 25 persone lavorano nell’agricoltura, fiorente è l’allevamento del bestiame bovino e vanta l’alpe di Predasca tra i più moderni e razionali del Cantone. Villaggio idilliaco e suggestivo, riserva fascino alpestre e soggiorno ideale fra pinete e pascoli invitanti.